Nel percorso di intitolazione dell’Istituto Comprensivo ad Angelica Pirtoli, vittima innocente di mafia, la comunità scolastica ha scelto di custodire un’opera commemorativa che ne rappresenta il volto e la memoria. La targa, realizzata dalla prof.ssa Paola Zaminga, docente di Arte e Immagine dell’IC “Angelica Pirtoli” di Cursi, nasce da una fotografia della piccola Angelica, trasformata dall’artista in una linea essenziale capace di restituire delicatezza, purezza e presenza.
L’immagine è stata riportata su una lastra di acciaio zincato, tagliato laser e verniciato a polvere, lavorazione eseguita dalla ditta Campa Group. La lastra è poi montata su una base di pietra leccese, realizzata da DueEsse Stone, materiale identitario del territorio salentino e profondamente legato alla comunità che oggi custodisce la memoria di Angelica.
Un linguaggio artistico essenziale e potente
La scelta di ridurre il volto di Angelica a una linea continua e pulita conferisce all’opera un carattere universale: non è un ritratto realistico, ma un’immagine evocativa che richiama l’infanzia nella sua forma più pura. L’acciaio corten, utilizzato come finitura, non macchia la pietra e crea un contrasto cromatico che esalta la composizione: la tonalità calda del metallo dialoga con la porosità chiara della pietra leccese, generando un equilibrio visivo che unisce solidità e delicatezza.
La scelta dei materiali non è solo estetica: l’acciaio corten, resistente nel tempo, diventa metafora della memoria che non si consuma, della volontà dell’Istituto di custodire e trasmettere la storia di Angelica come impegno civile duraturo.
Una memoria che entra nella scuola
Angelica, strappata alla vita in un’età in cui si dovrebbe solo crescere, giocare, imparare, non ha mai potuto frequentare quella scuola che oggi porta il suo nome. I nostri alunni vivono ogni giorno spazi che Angelica non ha potuto attraversare. Per questo la targa commemorativa assume un significato ancora più profondo: è un modo per restituirle simbolicamente quel luogo di crescita che la violenza le ha negato, trasformando la scuola in un presidio di memoria e responsabilità.
Le farfalle incise sul volto di Angelica sono un riferimento alla sua breve vita, ma anche un richiamo alla targa già presente a Ruffano, dove un volo di farfalle accompagna la sua immagine. Sono simboli di leggerezza, trasformazione, rinascita: un segno che unisce idealmente i luoghi della sua memoria.
La dimensione simbolica e civile
L’opera non si limita a rappresentare Angelica: la restituisce alla comunità come simbolo di innocenza violata e di impegno contro ogni forma di sopraffazione. Il volto inciso non drammatizza la violenza subita, ma la sublima attraverso un linguaggio visivo gentile, che invita alla riflessione e alla cura.
In questo modo, la targa diventa un luogo di memoria attiva, un segno che accompagna la scuola nel suo quotidiano lavoro educativo, ricordando che la legalità non è un concetto astratto, ma un impegno concreto verso la tutela della vita e dei diritti. Ogni studente che osserva l’opera incontra uno sguardo che chiede rispetto, responsabilità, consapevolezza.
Un simbolo identitario per l’Istituto
La targa commemorativa dedicata ad Angelica Pirtoli è oggi parte integrante dell’identità dell’Istituto Comprensivo. La scelta di collocarla su pietra leccese, materiale che racconta la storia del territorio, rafforza il legame tra memoria, comunità e radici culturali.
L’opera della prof.ssa Zaminga diventa così un manifesto etico e civile, capace di coniugare arte e impegno sociale, bellezza e responsabilità, passato e futuro. Un segno che non solo ricorda, ma educa, accompagnando la scuola nel suo compito più alto: crescere cittadini consapevoli, capaci di riconoscere il valore della vita e della giustizia.

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